PROFESSIONISTA O DIPENDENTE?

PROFESSIONISTA O DIPENDENTE: NON LASCIARE FARE AL CASO

Sai bene che una stessa attività professionale può essere svolta con un inquadramento lavorativo come dipendente o professionista con l’apertura di una partita IVA.

Pensa all’esempio di un avvocato che lavora come dipendente nell’ufficio legale di una banca o di una multinazionale e a quello che invece ha avviato uno studio professionale in autonomia.

Chi fra i due ha fatto la scelta giusta?

Probabilmente tutti e due se si sono interrogati sul perché della loro preferenza esaminando le tante aree che hanno a che fare con il lavoro. Quella della motivazione (la tua molla), degli interessi (cosa ti piace approfondire e studiare), dell’interazione sociale (come ti senti con gli altri), del lavoro operativo (il fare che ti è più naturale), delle aspettative (cosa vuoi ottenere da questo lavoro), dei valori (il tuo scopo).

Se in questo momento non conoscessi esattamente la tua dimensione professionale ottimale, potresti pensare di iniziare lavorando come dipendente per poi diventare libero professionista o viceversa.

Lo puoi fare, il cambiamento è sempre possibile, tuttavia se comprenderai sin da subito cosa ti corrisponde veramente potresti evitare perdite di tempo, di denaro, inutili frustrazioni e non cadere nella trappola del “questo lavoro non fa per me” non accorgendoti che non è sbagliato per te quel tipo di lavoro, ma piuttosto la modalità in cui hai scelto di farlo. 

Il primo passo

Individua tra i tuoi conoscenti chi svolge la stessa professione con modalità differenti, dipendente e lavoro autonomo. Fagli un’intervista sulle modalità di come svolgono il loro lavoro, il grado di soddisfazione, e ogni altra cosa pensi possa tornarti utile o che ti incuriosisce.

Cerca poi tra le loro risposte quelle che ti colpiscono di più, quelle che ti sorprendono, sia in modo positivo sia negativo. Inizia a rifletterci su.   

Il viaggio

Tre incontri di coaching per affrontare la difficoltà di scegliere, valutare le tue intenzioni e il dato di realtà, analizzare le motivazioni proprie e di altri che ti spingono in una direzione piuttosto che in un’altra, alla ricerca della tua ancora: sicurezza, stile di vita, autonomia…

La meta

A fine percorso avrai capito che non ci sono opzioni migliori di altre, vanno tutte bene e sono tutte interessanti, l’importante è riuscire ad individuare con sincerità quali sono quelle più giuste per te, quelle che davvero senti e che ti rispecchiano, per essere soddisfatti se non sempre, quasi!

                                                                                                                                

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